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Musk «deve restituire 13 miliardi» per Solar City. Azionisti contro il ceo di Tesla

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Ancora guai giudiziari per Elon Musk. Gli azionisti di Tesla lo accusano di avere costretto il consiglio di amministrazione della società a un accordo del 2016 per l’operazione SolarCity, una fusione da 2,8 miliardi datata giugno 2016, (Solar City è confluita in Tesla Energy) e ha chiesto a un tribunale di condannarlo a un risarcimento monstre di 13 miliardi di dollari. Il sospetto è che l’operazione sia stata un salvataggio orchestrato da Musk per trarne un profitto e a danno degli azionisti di Tesla. Di recente la Sec ha aperto un’indagine sulla società di Palo Alto: secondo un whistleblower la società non è stata sufficientemente trasparente con i suoi azionisti e i clienti sui rischi di incendio associati a presunti difetti dei suoi pannelli solari usati per impianti fotovoltaici e tetti, e questo per diversi anni.

Durante un processo di 10 giorni in luglio Musk ha trascorso due giorni a difendere l’accordo su Solar City, principale produttore e installatore di pannelli solari degli Stati Uniti, gestito dalla fondazione nel 2006 dai cugini Peter e Lyndon Rive, ma di cui Musk deteneva il controllo azionario e di cui era presidente. La causa dei fondi pensione sindacali e dei gestori patrimoniali afferma che Musk ha convinto il consiglio di amministrazione di Tesla ad approvare l’accordo per SolarCity a corto di liquidità, di cui Musk era il principale azionista. Musk ha ribattuto che l’accordo faceva parte di un piano generale decennale per creare un’azienda integrata verticalmente che avrebbe trasformato la generazione e il consumo di energia con i pannelli di SolarCity e le batterie di Tesla. Evan Chesler, uno degli avvocati che rappresentano Musk, ha detto all’udienza che l’accordo non era un salvataggio e SolarCity era tutt’altro che insolvente e le sue finanze assomigliavano a quelli di molte società tecnologiche ad alta crescita. Certo è che dopo un tracollo iniziale le azioni Tesla sono cresciute in maniera esponenziale e sono passate da 43 dollari e 1.030 (+2.295%).

L’avvocato degli azionisti Lee Rudy ha esortato il vicecancelliere Joseph Slights della Corte di Cancelleria del Delaware a ordinare a Musk di restituire le azioni Tesla che ha ricevuto, che varrebbero circa 13 miliardi di dollari al prezzo attuale. Una cifra fuori dal mondo per Musk. Ma Rudy ha sostenuto che Slights dovrebbe considerare il tono sprezzante del ceo di Tesla durante il processo , durante il quake cui si è ripetutamente scontrato e ha insultato gli avvocati degli azionisti. Intanto il vicecancelliere dovrebbe andare in pensione prima del giudizio, aprendo l’incognita sul successore.

Il titolo Tesla è sceso dell’1,82% e in premercato resta in calo ma frazionale.

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