«Pronti». Cade l’ultimo tabù sui soldi ai partiti- Corriere.it

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«Pronti». Cade l’ultimo tabù sui soldi ai partiti- Corriere.it

di Renato Benedetto

La decisione passer dal voto degli iscritti sul web. Il leader M5S: Scarto rispetto al passato, la maggioranza vuole la novit. Ma c’ chi critica: si rischia la figuraccia

La stragrande maggioranza pronta ad affrontare la novit del due per mille. Giuseppe Conte lo ha annunciato nell’assemblea con deputati e senatori 5 Stelle: Ci sono 4 o 5 contrari, qualcuno ha dubbi. Ma il resto favorevole. Cos pronto a cadere anche l’ultimo tab del Movimento, il no a qualsiasi forma di finanziamento pubblico ai partiti (sul blog, nel 2014, si leggeva: I partiti vogliono i soldi del tuo 2 per mille, il M5S no). Il M5S, finora, non ha mai usufruito del due per mille — meccanismo che prevede fondi per i partiti politici attraverso la scelta volontaria dei contribuenti, inserita nella dichiarazione dei redditi — anche perch, per farlo, avrebbe dovuto iscriversi al registro dei partiti politici, dai quali il Movimento ha storicamente voluto marcare, anche nel nome, la propria distanza. Ma quel registro permetterebbe anche alla creatura di Grillo di usufruire dei benefici fiscali previsti per le donazioni liberali ai partiti. Ora il cambio di rotta motivato soprattutto dalle difficolt economiche del Movimento.

Necessario un passaggio sul web

un passaggio significativo, un passaggio che segna uno scarto rispetto al passato, ha spiegato Conte, annunciando, per questo, che l’ultima parola spetter al voto online: Necessario un passaggio sul web, per far votare gli iscritti. Un passaggio non solo opportuno ma necessario, ha sottolineato Conte, perch se i nostri iscritti ritengono che questa strada non sia percorribile neppure ci finanziano: anche dal punto di vista ideale e valoriale direi che giusto il passaggio sul web. Il quesito dovrebbe essere posto in votazione luned o marted mattina. Cercher di fare un quesito chiaro. Questa decisione — ha concluso — spetta a me.

Le critiche

Durante l’assemblea di parlamentari e senatori — che si confrontata anche sulla destinazione dei circa 7,5 milioni di euro delle restituzioni degli eletti 5 Stelle ancora ferme sul conto e vincolate a un uso per la collettivit — non sono mancate critiche. L’ex ministro Danilo Toninelli ha parlato di tradimento dell’identit 5 Stelle, dubbi anche da Daniele Pesco, Vincenzo Presutto, Alberto Airola e Davide Zanichelli, che ha chiesto di capire l’entit del guadagno rispetto all’eventuale figuraccia: Se lo facciamo per 300 mila euro c’ da capire se il gioco vale la candela.

Meno fondi con il taglio dei parlamentari

Vito Crimi ha fatto il punto sui conti del Movimento e ha avvisato: Non erano i banchetti degli attivisti a farci arrivare le risorse ma il blog di Grillo e la Casaleggio. L’ex capo reggente ha ricordato che nel 2013 e nel 2018 le iniziative sono state finanziate non dai cittadini ma dai parlamentari e ora avremo parlamentari in meno e quindi anche meno soldi da loro. Il tesoriere Claudio Cominardi ha sottolineato: i parlamentari che non versano i soldi delle restituzioni stanno creando un danno all’associazione, questa cosa determina un problema. Se si mettono in regola il prima possibile meglio per tutti. Inoltre, tutti coloro che intendono assumere un incarico nel Movimento devono essere in regola.

25 novembre 2021 (modifica il 25 novembre 2021 | 02:18)

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